sabato 7 novembre 2020

LA SECOLARIZZAZIONE - SOCIOLOGIA

La società è sottoposta a mutamenti, cambiamenti costanti, a partire dalle sue componenti più piccole. Il mutamento sociale è attivo dagli albori della vita (sociale) collettiva, è correlato al progresso scientifico e umano, alle scelte di vita, al graduale miglioramento delle condizioni. Il mutamento interessa naturalmente le persone, partendo da istituzioni, organizzazioni e gruppi. Il mutamento può colpire il sistema delle credenze, il pensiero collettivo, le ideologie dominanti. Tuttavia, il mutamento può essere connesso a fatti e decisioni negative, come ad esempio guerre, ingiustizie, individualismo umano, profitto personale, eccetera. La secolarizzazione è il processo tramite il quale settori della società e della cultura sono sottratti all’autorità delle istituzioni e dei simboli religiosi; si ha a che fare con la totalità della vita culturale e dell’ideazione. Nei tempi moderni, le usanze religiose con le loro prescrizioni sono andate gradualmente in disuso. Le pratiche religiose sono in declino. La vita nelle città (soprattutto di grandi dimensioni) è mutata considerevolmente, le persone in occidente hanno assunto stili di vita variegati e sempre più lontani dagli usi e costumi proposti dalle religioni tradizionali. La cultura, comunemente accettata, si stacca dall’etica religiosa, se ne affranca prendendo una strada laica e pluralista. Si tratta di un processo storico molto complesso, il cui termine è nato alla fine della Guerra dei Trent’anni (1648) per indicare il passaggio di beni ecclesiastici nelle mani di proprietari laici. Il suo significato si riconduce al termine latino saeculum, con il significato di mondo

IL RUOLO DELLA DONNA - SOCIOLOGIA

L'aumento della presenza delle donne nelle fabbriche è reso possibile dall'introduzione del lavoro a catena. La presenza femminile aumenta presto anche nei lavori impiegatizi (banche, uffici pubblici,...) dove tuttavia sono precluse fin dal principio in quanto i ruoli dirigenziali sono stati quasi sempre occupati da uomini. Quanto alle nuove figure professionali tipicamente femminili per le caratteristiche che esse manifestano non fanno che ribadire l'idea che le donne abbiano più affinità con le occupazioni assistenziali ed educative che con quelle strettamente produttive. Il salario è la retribuzione monetaria che spetta ad un lavoratore dipendente in ambito di rapporto di lavoro subordinato o assimilabile. La differenza fra salari maschili e femminili non fa che riprodurre e potenziare le differenze sessuali sul mercato del lavoro.

LA FAMIGLIA E LE DISTINZIONI DI GENERE - SOCIOLOGIA

La famiglia è un nucleo sociale rappresentato da due o più individui che vivono nella stessa abitazione e, di norma, sono legati tra loro da rapporti di parentela o di affinità. Nei paesi sviluppati una famiglia è definita in modo specifico come un gruppo di persone affiliate da legami di consanguineità, oppure da legami affettivi acquisiti e riconosciuti dalla legge per la presenza del vincolo del matrimonio o di una unione civile, o per una adozione, oppure per un legame sorto de facto in virtù di una convivenza.La funzione primaria della famiglia è quella di riprodurre la società da un punto di vista socio-culturale. Per questo famiglia e società cambiano a seconda delle epoche e delle regioni del mondo. Per quanto riguarda la funzione di riproduzione della cultura della società da parte della famiglia, si parla di famiglia dell'orientamento per riferirsi al ruolo che essa ha verso i figli, per i quali la famiglia determina la collocazione sociale, e influisce fortemente sulla loro formazione culturale e nella loro socializzazione. Dal punto di vista sociologico, la famiglia è quella specifica relazione sociale che lega la coppia ai figli, cioè interseca i rapporti e le generazioni. Pur trattandosi di relazioni interpersonali di mondo vitale, che delimitano una sfera privata, la famiglia ha importanti funzioni per la società. E' una struttura sociale. Il soggetto protagonista dell'attività economica non è più la famiglia, bensì ogni singolo soggetto. Nonostante ciò la famiglia continua a rappresentare una vasta entitè e attività economica. Il matrimonio, ovvero ciò che fa nascere, da vita alla famiglia, viene percepito come una scelta individuale e responsabile degli sposi ed è considerato un vero e proprio rito. La convivenza si carfatterizza per una maggiore autonomia reciproca dei partner sia a livello economico per gli spazi e tempi, che del lavoro domestico. Si instaurano dei veri e propri ruolo tra uomo e donna ben distinti.

IL LAVORO - SOCIOLOGIA

Il lavoro è un'attività produttiva, che implica la messa in atto di conoscenze rigorose e metodiche, intellettuali e manuali, per produrre e dispensare beni e servizi in cambio di compenso, principalmente monetario, importante argomento di studio delle scienze sociali, astratte e naturali. Si tratta di un servizio utile alla società. Ogni prodotto che acquistiamo è il risultato dell'azione coordinata di molte persone che svolgono mansioni differenti ma connesse tra loro. Gli individui dunque non solo fanno cose diverse, ma le svolgono in maniera da cooperare tra loro e potenziare con ciascuna attività i risutati dell'altra. Questo è il tipo di divisione del lavoro che contraddistingue specificamente la società moderna. Il lavoro viene scomposto in operazioni più facili ed elementari che richiedono quindi meno impegno e meno capacità d'esecuzione. Il termine razionalizzazione viene utilizzato in diversi ambiti. Con questo concetto Max Weber indica, in ambito sociologico, l'organizzazione della sfera sociale in base a criteri oggettivi. La razionalizzazione è considerata un fenomeno tipico delle società capitaliste moderne. Essa investì progressivamente tutti gli ambiti della vita sociale, e si tradusse nella differenziazione tra Stato, economia e diritto. Karl Marx denunciò gli aspetti negativi dell'organizzazione industriale del lavoro. L'alienazione fa riferimento a colui o a ciò che è altro, straniero, non appartenente alla nostra comunità. Il verbo "alienare", fa riferimento all'atto dell'allontanare o dell'estraniare da sé e, quindi, all'atto di prendere distanza da qualcuno o da qualcosa. La terminologia legata a questa parola viene spesso usata anche per indicare i folli e gli alienati mentali, o chi vive ai margini della società e della comunità umana.
L'alienazione indica per Marx la natura della produzione capitalistica e si è rivelata un problema sociale molto diffuso in quanto si tratta di una condizione di impotenza e di isolamento. L'automazione si è estesa e spostata dal settore industriale a quello dei servizi e ha portato alla nascita di nuove professioni altamente qualificate e ha comportato un aumento della disoccupazione.

domenica 11 ottobre 2020

LEONARDO E GELTRUDE DI PESTALOZZI

Leonardo e Geltrude è un'opera letteraria di Johann Heinrich Pestalozzi. È uno dei grandi romanzi pedagogici del romanticismo europeo composto da quattro volumi, pubblicati tra il 1781 e il 1787. L''autore si dedicò all'opera durante tutta la sua vita, pubblicandone altre due edizioni, come reazione a diversi mutamenti socio-politici. Il romanzo è stato spesso accostato ad un altro grande romanzo pedagogico del romanticismo europeo di Ghoethe, e a I promessi sposi, per il forte impegno civile ed educativo e la scelta degli umili come protagonisti. Il primo e il secondo libro sono dedicati al popolo. Dimostrano che, attraverso il recupero civile e morale, l'impegno pedagogico e l'insegnamento dei buoni valori l'uomo può allontanarsi dalla cattiveria e ritornare alla sua bontà originaria. Gertrude è l'emblema del riscatto morale, oltre che civile; ed è inoltre, il simbolo della dimensione familiare e materna. Il terzo e il quarto libro sono invece rivolti alle classi colte. Arner ed Ernst rispecchiano l'impegno educativo dell'aristocrazia e della Chiesa, gruppi sociali a cui Pestalozzi attribuisce l'impegno concreto di iniziative destinate al rinnovamento morale della società. Allo stesso modo il principe incarna l'ideale pestalozziano di uno Stato educatore.

domenica 4 ottobre 2020

VISIONE DEL FILM - QUALCUNO VOLO' SUL NIDO DEL CUCCULO

È tratto dal romanzo omonimo di Ken Kesey, pubblicato nel 1962 e tradotto in italiano nel 1976. Ha segnato la storia del cinema nella trattazione innovativa di un argomento molto delicato come il disagio presente negli ospedali psichiatrici, denunciando il trattamento inumano cui venivano sottoposti i pazienti ospitati nelle strutture ospedaliere statali, verso i quali vigeva un atteggiamento discriminatorio, alimentato dalla paura dell'aggressività che caratterizza in qualche caso la malattia mentale. All'ospedale psichiatrico di stato di Salem, nel 1963, arriva un detenuto, Randle Patrick McMurphy, carcerato che per sfuggire alla prigione millanta di essere pazzo e si comporta disordinatamente. Deve essere trattenuto per osservazione, cioè per determinare se la sua malattia mentale sia reale o solo simulata. Nel caso in cui non sia riscontrato un disturbo mentale, ritornerà a scontare la propria pena in carcere. McMurphy tiene in reparto un comportamento anticonformista verso le regole che disciplinano la vita dei degenti: fa il verso ad un paziente nativo americano imitando una danza tribale, non prende la propria medicina giornaliera (sputandola in faccia ad un altro paziente) e gioca a basket da solo ignorando il gruppo. Quando gli viene negato di vedere le partite di baseball in TV, propone di sfondare una finestra con un pesante lavabo, cosa che tutti desidererebbero fare, ma non riesce a sollevarlo dal pavimento. Successivamente si improvvisa radiocronista di un'immaginaria partita di baseball, sobilla gli altri degenti a fare rumore e così si inimica la caporeparto, l'infermiera Mildred Ratched. Qualche giorno dopo McMurphy organizza una goliardata: si impossessa dell'autobus a servizio dell'ospedale e lo usa per condurre gli altri pazienti a pescare su una barca rubata, spacciando sé stesso e gli altri per un gruppo di medici dell'istituto psichiatrico. Giocando a carte vince tutte le sigarette dei suoi compagni e la caporeparto è costretta a razionarle. McMurphy, non resta indifferente. McMurphy ha fatto amicizia con un altro paziente soprannominandolo "Grande Capo". Il carcerato viene sottoposto all' elettroshock. Seguendo l'esempio di McMurphy, i degenti decidono di provare ad esprimere liberamente le proprie necessità e di opporsi alla rigida disciplina imposta dalla caporeparto. Dando in questo modo problemi all'autorità.

MASS MEDIA - SOCIOLOGIA

Mass media è l'espressione inglese per mezzi di comunicazione di massa. Questi mezzi tengono informati tutti gli esseri umani di ciò che accade nel mondo. Sono vari i mezzi con cui vengono trasmessi i messaggi; da sempre la scrittura che sta alla base della comunicazione di massa con i libri e i giornali, grazie all’ invenzione della stampa. La massa è un insieme di persone provenienti da diversi strati sociali che hanno in comune un comportamento collettivo (moda o interessi). Prima dell'invenzione della stampa lo sviluppo dei media è stato piuttosto lento in quanto i libri, molto costosi, erano destinati ai pochi che sapessero leggere. Con la rivoluzione industriale le notizie, prodotte più facilmente,iniziarono a trasmettersi più velocemente. In sostanza, le invenzioni che si sono susseguite nell'Ottocento hanno permesso, da un lato, di trasportare messaggi a distanza più velocemente e, dall'altro, di raggiungere intere masse di pubblico letterato più capillarmente. La prima invenzione fu il telegrafo, cui seguirono il telefono e il cinema. L'etimologia del termine medium è un'espressione latina che significa "mezzo" ovvero ciò che media. E' uno strumento di mediazione tra diverse entità quali emmittente e destinatario.
Ormai i mass media sono il principale mezzo di informazione e comunicazione a nostra disposizione.

PEDAGOGIA

Il Metodo Montessori è una disciplina il cui obiettivo è dare libertà al bambino di manifestare la sua spontaneità. Secondo Maria Montessori...